Per segnalare una pratica commerciale scorretta bisogna rivolgersi all’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, tramite il modulo “Segnala online” disponibile su agcm.it. La procedura e’ gratuita, non richiede avvocato né bollo, ma attenzione: l’Autorità non restituisce i soldi al consumatore, il risarcimento passa da un’altra strada.

In sintesi:

  • La segnalazione all’AGCM è gratuita e aperta a chiunque, consumatori compresi
  • Non serve un avvocato né alcuna formalità particolare
  • L’AGCM interviene sulla pratica commerciale, non sul singolo rimborso
  • Se avete perso davvero dei soldi, la strada è un’altra: la denuncia
  • AGCM e AGCOM sono due enti diversi, e confonderli è l’errore più comune

Chi digita “come segnalare una truffa online” trova quasi sempre pagine che elencano indirizzi e moduli, fermandosi lì. La nostra redazione di esperti in tutela dei consumatori ha passato al setaccio decine di segnalazioni scritte da lettori, scoprendo che il problema vero non è sapere a chi scrivere, ma cosa scrivere e, soprattutto, cosa aspettarsi dopo averlo fatto.

AGCM o AGCOM? Il primo equivoco da sciogliere

Praticamente ogni giorno qualcuno confonde questi due acronimi, ed è comprensibile: suonano quasi identici, sono entrambi enti pubblici indipendenti, occupandosi però di cose molto diverse tra loro.

L’AGCM — Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato — si occupa di concorrenza, pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole: falsi sconti, recensioni fasulle, pressioni indebite su un acquisto, informazioni omesse o fuorvianti.

L’AGCOM — Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni — si occupa invece di telefonia, internet, servizi di comunicazione e media: bollette anomale, contratti telefonici non richiesti, problemi con l’operatore.

Situazione Ente competente
Falso sconto, pubblicità ingannevole, recensioni finte AGCM
Acquisto online mai consegnato, sito truffaldino AGCM (pratica scorretta) + eventuale denuncia
Bolletta telefonica gonfiata, contratto non richiesto AGCOM
Merce pagata e mai arrivata, con sospetto di raggiro penale Denuncia (Polizia Postale)

Ricapitolando: se il problema riguarda come un’azienda vi ha venduto qualcosa, la strada è l’AGCM; se riguarda un servizio di comunicazione, la strada è l’AGCOM.

Come segnalare una pratica commerciale scorretta all’AGCM

La procedura è certamente più semplice di quanto sembri, e non richiede nessuna assistenza legale. Ecco i passaggi, uno alla volta.

  1. Raccogliete tutta la documentazione: screenshot del sito o dell’annuncio, email o messaggi scambiati, scontrini o conferme d’ordine, eventuali contratti.
  2. Accedete al modulo “Segnala online” sul sito ufficiale agcm.it, che è il canale principale indicato dall’Autorità stessa.
  3. Compilate ogni campo richiesto con precisione, indicando date, nome dell’azienda o del sito coinvolto, e una descrizione dei fatti il più possibile dettagliata.
  4. Allegate le prove raccolte al punto 1: più materiale fornite, più elementi ha l’Autorità per valutare il caso.
  5. Inviate la segnalazione e conservate la ricevuta o il numero di protocollo, se previsto dal sistema.

Fate attenzione al fatto che dopo l’invio non arriva, di norma, alcuna comunicazione dagli uffici: l’AGCM contatta il segnalante solo se decide di avviare un’istruttoria formale sul caso. Per i tempi effettivi di gestione, l’unica fonte affidabile resta il sito ufficiale agcm.it, che va sempre verificato perché le procedure possono aggiornarsi.

Cosa scrivere per rendere la segnalazione davvero efficace

Qui sta il punto che quasi nessuno spiega, ed è anche il motivo per cui molte segnalazioni finiscono archiviate senza che l’utente ne capisca il perché. Una segnalazione debole si limita a dire “sono stato truffato”. Una segnalazione efficace, invece, ricostruisce i fatti come farebbe un piccolo verbale.

Prima di scrivere, chiedetevi: cosa serve davvero a chi dovrà leggere questa segnalazione tra centinaia di altre? La risposta è semplice: chiarezza e prove, non sfoghi.

Checklist minima da includere:

  • Nome esatto dell’azienda o ragione sociale, se disponibile
  • URL del sito, pagina social o annuncio incriminato
  • Data e modalità del primo contatto (annuncio visto, telefonata ricevuta, email arrivata)
  • Descrizione oggettiva della pratica: cosa è stato promesso, cosa è stato consegnato o non consegnato
  • Importo eventualmente pagato, con modalità di pagamento
  • Elenco degli allegati, numerati e riferiti nel testo (es. “vedi allegato 1”)

Facciamo un esempio concreto: un sito vende scarpe a “prezzo scontato del 70%” ma quel prezzo, controllando la cronologia, non è mai stato quello pieno. Una segnalazione debole scrive “prezzo falso”. Una segnalazione efficace allega lo screenshot con la data, il link alla cache del sito se disponibile, e spiega la sequenza temporale. La differenza, per l’Autorità, è enorme.

Il limite che (quasi) nessuno vi dice

Ma è davvero così semplice come sembra? E soprattutto: la segnalazione vi restituisce i soldi persi?

No, e questo è il punto centrale che troppe guide online lasciano nell’ombra. L’AGCM interviene sulla pratica commerciale in sé, valutando se sanzionare l’azienda e obbligarla a modificare il comportamento scorretto. Non dispone però dello strumento per liquidare un risarcimento al singolo consumatore.

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), agli articoli che disciplinano le pratiche commerciali scorrette, attribuisce all’Autorità il potere di vietare la pratica e sanzionare l’impresa, non di condannarla a rimborsare chi ha comprato. Per ottenere indietro i soldi versati esistono altre strade: il reclamo diretto all’azienda, la conciliazione paritetica dove prevista, oppure il giudice ordinario, incluse le procedure per le controversie di modesta entità.

Nella nostra esperienza, questo è esattamente il punto in cui i lettori si sentono più delusi: hanno inviato una segnalazione perfetta, ben documentata, e si aspettano un bonifico di ritorno che semplicemente non arriverà per questa via. Segnalare serve, eccome, ma serve a colpire la pratica scorretta in generale, proteggendo anche chi verrà dopo di voi.

Truffa online: cosa fare se avete perso davvero i soldi

Come si dice in questi casi, bisogna distinguere bene due situazioni che vengono spesso confuse. Una pratica commerciale scorretta è un comportamento sleale ma dentro una cornice commerciale reale. Una truffa vera e propria è un reato: soldi versati, merce mai arrivata, azienda introvabile o del tutto fittizia.

Se il vostro caso rientra nella seconda categoria, la segnalazione all’AGCM da sola non basta. Il binario giusto, in questo caso, è la denuncia alle forze dell’ordine, in particolare alla Polizia Postale, che si occupa specificamente di reati commessi online.

Ricordate che le due strade non si escludono a vicenda: potete tranquillamente segnalare la pratica all’AGCM (perché aiuta a fermare quel comportamento scorretto per tutti) e, in parallelo, sporgere denuncia per il vostro caso specifico, se ritenete di essere stati vittima di un reato. Sono due percorsi diversi, con scopi diversi, e uno non sostituisce l’altro.

Cosa fare se il venditore ha sede in un altro Paese UE

Per inciso, c’è un caso che quasi nessuna guida tratta e che capita più spesso di quanto si pensi: il sito o l’azienda che vi ha venduto qualcosa non ha sede in Italia, ma in un altro Paese dell’Unione Europea. In questo scenario esiste uno strumento aggiuntivo, la piattaforma ODR (Online Dispute Resolution) della Commissione Europea, raggiungibile su ec.europa.eu/consumers/odr: mette in contatto consumatore e venditore per cercare una soluzione extragiudiziale, ed è pensata proprio per gli acquisti transfrontalieri fatti online. Anche questa procedura è gratuita.

L’AGCM, inoltre, fa parte della rete CPC (Consumer Protection Cooperation), la rete di cooperazione tra le autorità di tutela dei consumatori dei Paesi UE. Se la pratica scorretta coinvolge più mercati europei, le autorità nazionali possono coordinarsi tra loro per intervenire sull’azienda, anche se questa non è stabilita in Italia. Segnalare comunque all’AGCM resta utile: l’informazione può alimentare un’indagine coordinata a livello europeo, portandovi a contribuire a un intervento più ampio di quanto immaginereste.

Domande frequenti

Quanto costa segnalare una pratica commerciale scorretta all’AGCM? Nulla. La procedura è completamente gratuita e non prevede alcun versamento all’Autorità né l’obbligo di rivolgersi a un legale.

L’AGCM mi restituisce i soldi se vinco la segnalazione? No. L’Autorità può sanzionare l’azienda e imporle di modificare il comportamento scorretto, ma non liquida risarcimenti individuali: per quello serve il giudice ordinario o altre forme di conciliazione.

Devo segnalare all’AGCM o all’AGCOM? Dipende dal problema: pubblicità ingannevoli, falsi sconti e pratiche di vendita scorrette vanno all’AGCM; problemi con operatori telefonici o servizi di comunicazione vanno all’AGCOM.

Posso segnalare anche se sono un’azienda concorrente, non un consumatore? Sì, chiunque può segnalare una pratica commerciale scorretta all’AGCM: consumatori, associazioni di categoria e imprese concorrenti danneggiate dal comportamento sleale.

Cosa faccio se ho pagato e non ho mai ricevuto la merce? Verificate se si tratta di una pratica scorretta (azienda esistente ma disorganizzata) o di una vera truffa (venditore introvabile): nel secondo caso, la strada corretta è la denuncia alla Polizia Postale, non la sola segnalazione all’AGCM.

Cosa faccio se il sito che mi ha truffato ha sede in un altro Paese UE? Potete comunque segnalare all’AGCM, che fa parte della rete europea CPC, oppure rivolgervi alla piattaforma ODR della Commissione Europea, pensata proprio per le controversie transfrontaliere legate agli acquisti online. Anche questa via è gratuita.

Concludendo

A conti fatti, segnalare una pratica commerciale scorretta all’AGCM resta uno strumento certamente utile, gratuito e alla portata di tutti, ma va usato sapendo esattamente cosa può e cosa non può fare. Serve a colpire il comportamento sleale di un’azienda, proteggendo il mercato nel suo complesso; non serve, da sola, a farvi riavere i soldi versati, per i quali esistono altre strade più dirette.

Vi auguriamo di non doverla mai usare, questa guida, ma se vi capiterà, fatelo con calma e con i documenti giusti alla mano: aumenterete parecchio le probabilità che la vostra segnalazione venga presa sul serio. La nostra redazione resta disponibile per un confronto gratuito e indipendente su casi specifici, senza impegno alcuno.